SALVATORE: BARISCIANO, UN CENTRO BENESSERE COMUNALE DI ECCELLENZA.
E’ passata molta acqua sotto i ponti da quando si usava soggiornare a San Colombo per respirare la buona aria che il querceto a monte dell’abitato di Barisciano garantiva ai viandanti ed alla salute degli ospiti del locale sanatorio.
Ora le cose sono cambiate così come le categorie mentali con cui si valutano e scoprono nuovi luoghi con favorevoli condizioni climatiche capaci di influire positivamente sulla salute della popolazione.
Un passaggio tratto dalla relazione presentata in Regione per sottoporre a valutazione di impatto ambientale il progetto del Polo Tecnologico a Barisciano ci offre un esempio di questa nuova linea di pensiero:
paragrafo 8.2.2.7 – Salute pubblica: “Il presente progetto avrà un impatto basso sul livello generale di salute della popolazione residente e sulla sicurezza sanitaria degli addetti. Si rileva una ricaduta positiva in termini di salute pubblica, in quanto i rifiuti generati dal sisma del 6 aprile 2009 verranno correttamente recuperati e smaltiti.”
L’attuale amministrazione non ha esitato a far propria questa nuova corrente di pensiero perseguendo quel disegno che da sempre la vede impegnata nell’attuare le migliori pratiche tese a valorizzare l’ambiente, il turismo, le tipicità locali ed a garantire le migliori condizioni di vita per i propri cittadini.
Ma la relazione presentata con discrezione in Regione il 23 dicembre 2011 (la notte di Natale?) dal Comune di Barisciano, di cui i consiglieri comunali e con loro tutta la popolazione, sembrano ignorare l’esistenza e contenuti, offre ulteriori spunti per comprendere come nuovi orientamenti di pensiero stiano ormai soppiantando gli ormai obsoleti concetti di “buon senso”, “lungimiranza”, “condivisione”, “democrazia partecipata”, “consultazione”, ecc…
Ed è così che a Barisciano si è in procinto di allestire un “sanatorio” di nuova concezione con una connotazione fortemente innovativa.
Sarà infatti a tutto beneficio della popolazione residente, ma anche di coloro che percorreranno la tratta Pescara-L’Aquila, godere del transito giornaliero di un centinaio di autocarri colmi di macerie che si inerpicheranno sulla salita lunga 8 km che dal bivio di San Gregorio conduce fino al nuovo “Centro Benessere Comunale” di Barisciano.
Il transito degli autocarri, alimentati rigorosamente a gasolio, è il punto di forza dell’intero progetto e persegue un duplice obiettivo. Ciascuno di essi dovrà infatti:
- rallentare e rendere ulteriormente problematico il transito sull’arteria stradale principale di collegamento con il capoluogo di regione così da obbligare il viaggiatore ad un’andatura rilassata che lo induca ad osservare le bellezze naturali dei dintorni e a disintossicarsi dal logorio della vita moderna;
- fornire, a tutto beneficio sia del viaggiatore che dei residenti, sufficiente monossido di carbonio, biossido di azoto, piombo, benzene, polveri di lattice che derivano dal deterioramento dei copertoni sull’asfalto in quantità tali da rendere l’intero percorso ma soprattutto l’area interessata dal nuovo insediamento, un ambiente dal clima unico, ricco di polveri ed elementi essenziali per caratterizzare e valorizzare le tipicità terapeutiche dell’intero progetto.
Naturalmente tutto questo andrebbe perso se si optasse, con i vecchi schemi logici e le antiche categorie mentali, per una ubicazione a valle dell’impianto.
Cordialmente
Walter Salvatore
Consigliere Comune di Barisciano (AQ)
BARISCIANO - Le macerie dell’Aquila e del cratere sismico possono attendere.
È questa la decisione presa dal comitato di Valutazione di impatto ambientale (Via), riunito oggi nella sede della Regione nel capoluogo, che ha rinviato a data da destinarsi l’esame della pratica relativa alla realizzazione del Polo tecnologico di Barisciano (L’Aquila).
Una vicenda che si trascina da tempo, quello dell’allestimento di un’area attrezzata alle porte dell’Aquila utile a ospitare una parte delle macerie derivanti dai crolli del terremoto e dalle ordinanze di demolizione decise dai sindaci per effettuare le messe in sicurezza, nonché quelle che saranno causate dalla ricostruzione pesante dei privati.
Un decreto del commissario, Gianni Chiodi, ha anche stabilito uno stanziamento di 5 milioni di euro per realizzare l’opera.
Il Polo di Barisciano è stato al centro di ampi dibattiti e alcune polemiche, finché non si è trovata l’intesa grazie anche all’impegno dell’ingegnere dei Vigili del fuoco Giuseppe Romano, soggetto attuatore per le macerie, che ha chiesto un’accelerazione dei tempi di approvazione del progetto, già pronto da tempo.
La necessità di fare presto era stata anche sancita nell’Opcm 4014, l’ultima in ordine di tempo riferita all’emergenza sisma, che aveva previsto il dimezzamento dei tempi per l’acquisizione del parere Via.
Ma al comitato, evidentemente, ciò non è bastato e neanche è stata presa in considerazione la richiesta di mettere il punto in cima all’ordine del giorno dei lavori. L’elenco delle istanze era lungo e non c’è stato tempo per esaminare la richiesta del Comune di Barisciano.
Tutto rinviato, dunque, non si sa a quando. Intanto le macerie aspettano da tre anni.
SGE: DAL 16 APRILE ALL’EX ISEF.
L’AQUILA - L’ufficio di coordinamento della ricostruzione (SGE), istituito con ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri n.4013/2012, rende noto che dal prossimo 13 aprile inizieranno le operazioni di trasloco degli uffici della soppressa Sge (attualmente dislocati all’interno della caserma della Guardia di Finanza in località Coppito), nei locali dell’ex Isef situati in L’Aquila, Viale Crispi, 7. A seguito del trasloco, verranno disattivate le linee telefoniche e di connessione a Internet, che saranno riattivate presso la nuova sede il prossimo 16 aprile. Eventuali necessità o urgenze che dovessero insorgere durante il trasferimento del servizio nella nuova sede, potranno essere segnalate ai seguenti numeri telefonici: 366 6122272, 335 5907568.
RITORNO AL FUTURO PER L’AZIENDA DAMIANI OVIDIO.
“Sul Gran Sasso nella piana di Campo Imperatore pascolano le mie pecore. Lo scenario è il lago di Passaneta ed i ruderi dell’abbazia cistercense di S.Maria del Monte, del XIII sec.: fino al secolo scorso, era abitata da monaci che riscuotevano il dazio ai pastori che custodivano le loro greggi durante la transumanza estiva. Il lago era uno dei pochi posti in cui si potevano abbeverare gli animali….” con questa citazione l’azienda agricola di DamianiOvidio sbarca su web con un progetto ambizioso quello di di produrre filati esclusivi e di alta qualità …
Salvatore: Ordinanza 4013 art. 7, un capolavoro di tecnicismo
Dopo “solo” quattro mesi dall’insediamento del “governo tecnico” il parto dell’ordinanza 4013.
Ci si aspettava contenesse direttive meditate, chiare, pratiche, magari anche utili, dato che l’estensore è tecnico, uomo del fare, che non dovendo soddisfare clientele locali e voraci appetiti romani è libero di sfogare la propria competenza dimostrando qualità, intelligenza ed efficacia nelle proprie scelte.
Scorrendo i vari articoli dell’ordinanza s’insinua però quasi da subito la sensazione di trovarsi di fronte ad un parto prematuro, un prodotto privo di efficacia e che sconta un’ignoranza sostanziale e soprattutto tecnica degli argomenti che tende a regolamentare.
Non stupisce quindi il corale giubilo di questi giorni manifestato trasversalmente da tutta la politica locale, quella stessa politica che dal giorno del terremoto ha dimostrato inconfutabilmente di essere anche lei ad anni luce dalla realtà e dai problemi del territorio colpito dal Sisma.
Nell’articolo 7, dove si introduce la necessità di chiedere preventivi ad almeno tre studi tecnici, per la fase di progettazione, ed a 5 imprese, per la fase di riparazione/ricostruzione, il nostro legislatore tecnico, sicuramente coadiuvato dal fondamentale apporto dei suoi colleghi locali, evita accuratamente di spiegare e risolvere due nodi critici già presenti nella precedente impostazione riuscendo anche ad aggravarne gli effetti.
incarico ai tecnici: Sappiamo ormai tutti che in caso di aggregati edilizi occorre costituire un surrogato di società (consorzio) con tanto di revisori di non si sa bene quali conti dato che tutte le somme e le relative fatture sono valutate, vagliate, emendate, controllate e chi più ne ha più ne metta dagli istituiti di credito che provvedono ad istruire le pratiche per i pagamenti delle varie competenze e dall’ente erogatore del contributo.
Questo surrogato di società non tocca un euro, se non quelli delle quote che i singoli associati devono obbligatoriamente versare al solo scopo di pagare i balzelli delle registrazioni e dei bolli necessari per soddisfare la prescrizione normativa. Soldi prelevati direttamente dalle tasche di coloro che hanno l’abitazione danneggiata dal Sisma e che da nessuna parte ne è normato l’addebito in capo allo Stato ma che anzi proprio allo Stato vanno a finire.
Ma è anche noto che per costituire questo “indispensabile” soggetto giuridico i proprietari dell’aggregato sono tenuti obbligatoriamente ad indicare, tra gli altri dati e pena il rigetto dell’istanza, una serie di informazioni sull’aggregato, quali ad esempio: superficie in pianta, superficie lorda complessiva, metri cubi (in qualche comune anche il peso dell’aggregato), percentuale superficie di ciascuna proprietà rapportata al totale della superficie dell’aggregato, visure catastali, ecc..
Sono informazioni che solo un tecnico è in grado, e non senza difficoltà, di fornire ai proprietari dell’aggregato ma da nessuna parte è normata la procedura utile a formalizzare tale prestazione o ad attribuirgli un valore ed in capo a chi ricade tale costo.
In totale assenza di precise prescrizioni gli studi tecnici fino ad oggi hanno anticipato questa attività a proprio rischio confidando che una volta costituito il consorzio l’assemblea assegnasse loro l’incarico di progettazione.
Le nuove disposizioni, oltre a persistere nell’ignorare tale fase, inducono gli studi tecnici a considerare ora troppo azzardato anticipare qualsiasi tipo di prestazione in mancanza di un affidamento ufficiale da parte di un soggetto giuridico validamente costituito ed espongono tutti quei tecnici che finora, assecondando procedure nate prive della più elementare consecutività logica e temporale, hanno e stanno consentendo la formalizzazione nei modi richiesti degli atti propedeutici alla formazione dei prossimi consorzi.
incarico all’impresa:
Il consorzio invita 5 diverse imprese a formulare la propria offerta e l’ordinanza indica che tali offerte devono essere prodotte nella fase di presentazione del progetto. Si chiede quindi che l’Impresa si impegni sulla base di un progetto ed un computo metrico sostanzialmente “virtuali” dato che sono ancora da approvare.
Astenendosi in questa sede dal giudicare valida o meno la scelta delle 5 offerte, rimane comunque del tutto evidente che è difficile se non impossibile stilare un contratto di affidamento con un’impresa, con tanto di penali, fideiussioni, garanzie postume, ecc… sulla base di lavorazioni e valori che saranno noti e certi solo a progetto approvato.
La stessa P.A. è solita indire gare su progetti definitivi e non “virtuali” e non gli è permesso fare altrimenti; perché dunque chiedere al privato di cimentarsi in procedure illogiche e piene di controindicazioni.
E’ vero che il privato è più efficace e veloce della P.A. ma non per questo i rappresentanti di quest’ultima possono sentirsi autorizzati a far scontare al cittadino le proprie inadeguatezze o a chiedergli di effettuare, sulla base di dati “virtuali”, raffronti tra imprese in mancanza di un progetto definitivo regolarmente approvato.
in conclusione:
Se il legislatore, ancorché tecnico, quando si cimenta nel definire procedure e relative formalità a contorno, ponesse la stessa attenzione che è solito adottare quando impegnato a normare, con scrupolo quasi maniacale, penali e sanzioni, allora avremmo risolto il 90% dei problemi finora subiti nella fase della ricostruzione post-sisma.
La composizione cronologica, fase dopo fase, di un’intera procedura, prevedendo e simulando tutte le varianti del caso, dovrebbe essere l’esercizio alla base di qualsiasi tentativo finalizzato a normare un procedimento ancorché complesso.
Evidentemente il nostro legislatore è “troppo avanti” rispetto alla società civile che invece è rimasta alla vecchia didattica che riteneva utile verificare la bontà di un procedimento ricorrendo ad una banale simulazione teorica fatta a tavolino. E dire che di tavoli e tavolini da quattro anni a questa parte ne sono stati costituiti parecchi…
Cordialmente
Walter Salvatore
Consigliere Comune di Barisciano (AQ)
NUOVA OPCM, CONFERMA UFFICI SISMA PER I COMUNI DEL CRATERE E FINALMENTE LA TRACCIABILITA’ DELLE PRATICHE (OPEN DATA.)
da Abruzzoweb. “Esprimo soddisfazione per la nuova ordinanza e per i suoi contenuti. Abbiamo lavorato per far sì che rimanesse invariata la dotazione di personale nei Comuni del ‘cratere’ e in modo particolare in quello dell’Aquila, vista la grande mole di lavoro che li attende per la ricostruzione”. Lo afferma il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, in vista della prossima ordinanza della presidenza del Consiglio che, da quanto si apprende, dovrebbe uscire a brevissimo. Il documento è stato, peraltro, annunciato dal ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca.
“Il governo - prosegue Chiodi - ha recepito queste esigenze e, anche per quanto riguarda la Sge, superata l’emergenza sarà ridotta di circa il 40 per cento del personale e confluirà in un’unica struttura per la ricostruzione. Il commissario ha inteso rafforzare ulteriormente le attività dei Comuni favorendo il passaggio di personale della Sge alle amministrazioni, in particolare al Comune dell’Aquila”.
Il documento, anticipato da AbruzzoWeb, è incentrato su tre pilastri: semplificazione, rigore e trasparenza ed avrà un costo di circa 200 milioni.
Diverse le novità, dalla proroga della cosiddetta filiera fino al 31 dicembre e la soppressione di Sge e vice commissari che saranno sostituti dall’Ufficio Coordinamento Ricostruzione ,UCR.
Previste disposizioni per la creazione della White list delle imprese a cui i proprietari dovranno rivolgersi per le opere di riparazione degli immobili e sanzioni per chi ritarderà nell’inizio e la fine dei lavori.
Il testo è costituto da 29 articoli
L’ORDINANZA IN PILLOLE
ARTICOLO 1
Prevede le soppressioni di Sge e vice commissari e l’accorpamento delle funzioni, anche della Stm, nell’Ufficio coordinamento ricostruzione. Le attività dei beni culturali sono trasferite alla Sovrintendenza regionale. Al posto della commissione tecnico-scientifica, con relativa segreteria, e del consulente giuridico spunta la Commissione consultiva nominata dal commissario e composta da “tre esperti di comprovata ed elevata professionalità di cui due con competenze giuridico amministrative e uno con competenze nel settore finanziario e contabile”. La Commissione si avvale di due unità di personale con funzioni di segreteria.
ARTICOLO 2
Stabilisce la razionalizzazione delle spese della gestione commissariale con i tagli del 30 per cento della spesa complessivamente sostenuta dagli uffici nel 2011.
ARTICOLO 3
Dispone l’istituzione degli uffici territoriali per la ricostruzione al fine di accelerare e snellire il processo di esame delle richieste di contributo per la ricostruzione degli immobili privati ricompresi nei piani di ricostruzione. Gli uffici, uno per ogni area omogenea, dovranno essere costituiti entro il 30 giugno 2012.
ARTICOLO 4
Autorizza il commissario a costituire una struttura di comunicazione, nel limite massimo di cinque unità di personale con contratto di lavoro a tempo determinato fino alla cessazione dello stato d’emergenza, nell’Ufficio coordinamento ricostruzione. La struttura attiva un servizio di sportello con funzione di relazioni con il pubblico per il Comune dell’Aquila e i comuni del cratere che ne fanno richiesta, anche al fine di diffondere e di rendere accessibili i dati relativi alle pratiche di ricostruzione per edilizia privata, utilizzando due unità di personale da individuare tra quelle cessate dalla Sge. Si tratta, in pratica, di una mini riedizione del servizio “Linea amica” svolto dal Formez, cancellato nell’Opcm “milleproroghe” di fine 2011.
ARTICOLO 5
Introduce il principio dell’”open data”, cioè dati aperti consultabili da chiunque. La governance, quindi, dovrà diventare ancora più trasparente, aggiornando mensilmente lo stato di avanzamento della rimozione macerie e delle opere pubbliche, anche con riferimento all’utilizzo di donazioni pubbliche e private.
ARTICOLI 6, 7 E 8
Sono gli articoli relativi alla velocizzazione dei lavori di ricostruzione, all’acquisizione delle offerte per la progettazione e l’affidamento dei cantieri alle imprese e alla formazione di pubblici elenchi di operatori economici (la “white list”).
Entro 30 giorni dalla concessione del contributo per la ricostruzione degli immobili di edilizia privata, il beneficiario deve assicurare la consegna dei lavori all’impresa affidataria, pena una riduzione del 5 per cento del contributo per il primo mese di ritardo. Per ogni mese di ritardo successivo al primo il contributo si riduce di un ulteriore 2 per cento dell’importo complessivo fino ad una decurtazione massima del 25 per cento.
Il ritardo superiore a un mese della conclusione dei lavori di riparazione o ricostruzione degli edifici privati ammessi a contributo, comporta una riduzione del contributo concesso pari al 10 per cento della rata per il pagamento dell’ultimo stato d’avanzamento dei lavori. Per ogni mese di ulteriore ritardo si applica una riduzione aggiuntiva dell’1 per cento fino ad un massimo del 50 per cento della rata in questione.
Al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza nell’affidamento dei lavori e di prevenire infiltrazioni malavitose, le domande di contributo devono essere corredate anche da almeno cinque offerte acquisite da imprese, nonché di almeno tre offerte acquisite da progettisti, individuati tra quelli compresi nelle “white list” istituite presso le prefetture dell’Aquila, di Pescara e Teramo.
“A tal fine - recita l’ordinanza - il commissario emana un avviso pubblico finalizzato a raccogliere le manifestazioni di interesse degli operatori economici interessati all’esecuzione degli interventi, definendo con proprio decreto i criteri di iscrizione in un elenco da pubblicare sul sito web della struttura commissariale”.
ARTICOLO 9 E 21
L’articolo 9 proroga i co.co.co. assegnati alla struttura di missione espropri, cui sono assegnati 90 milioni di euro per liquidare le indennità relative alle occupazioni d’urgenza e alle espropriazioni.
ARTICOLO 10
Ai fini dello svolgimento di attività di studio e ricerca connesse alla ricostruzione dei territori del “cratere” il commissario è autorizzato ad avvalersi delle università italiane e degli enti di ricerca pubblici, a cui può essere riconosciuto il rimborso delle spese sostenute e documentate.
ARTICOLO 11, 12 E 13
Sono gli articoli per le maxi proroghe del personale degli enti, tra cui i co.co.co. dei comuni e della provincia dell’Aquila, dei lavoratori di Abruzzo engineering, del contratto con il Servizio elaborazione dati (Sed) del Comune dell’Aquila e dei super consulenti assegnati al capoluogo per la redazione del piano di ricostruzione.
ARTICOLO 14, 15 E 16
È prevista la proroga degli affitti concordati (7,4 milioni), del contributo di autonoma sistemazione e dell’assistenza negli alberghi (45 milioni), e dell’esigenza alloggiativa degli inquilini con case “B” o “C” (300 mila euro).
ARTICOLO 17, 18, 19, 23 E 24
Proroghe anche per Vigili del fuoco, provveditorato interregionale alle Opere pubbbliche e forze armate, per quest’ultime è sanato il pregresso del quarto trimestre 2011 e il primo del 2012.
ARTICOLO 20
Vengono stanziati 12 milioni di euro per la prosecuzione dell’esame delle pratiche da parte della filiera tecnica Fintecna-Cineas-Reluis fino al 31 dicembre 2012. Entro tale data deve essere completato l’esame di tutte le richieste, comprese quelle presentate dopo il 31 agosto 2011, finalizzate all’erogazione dei contributi per la ricostruzione degli immobili privati localizzati fuori dai centri storici. Inoltre supporta i comuni nella verifica delle pratiche degli aggregati dei centri storici. Alla filiera spetta anche il compito di formare il personale tecnico che verrà comunicato dai comuni entro 60 giorni dall’entrata in vigore dell’Opcm.
ARTICOLO 22
Autorizza il provveditorato alle Opere pubbliche a completare la realizzazione del mercato in piazza D’Armi, e gli interventi su viabilità e scuole.
ARTICOLO 25
Viene riconosciuta alle Ferrovie dello stato l’Iva sull’importo precedentemente stanziato di 875.807,94 euro per l’allestimento e la gestione del campo presso la stazione dell’Aquila.
ARTICOLO 26
È prorogato al 31 dicembre 2012 il termine per le attività necessarie al riconoscimento delle indennità di esproprio da parte dell’Agenzia del territorio.
ARTICOLO 27
Vengono stanziati ulteriori 814.657,69 euro per incrementare il contributo straordinario riconosciuto ai comuni del “cratere”, a eccezione dell’Aquila, per assicurare la copertura di mancati gettiti della tassa sui rifiuti.
ARTICOLO 28
È l’articolo più breve, ma il più importante: quello relativo alla copertura finanziaria, che nella bozza non viene ancora quantificata nel dettaglio.
ARTICOLO 29
Prevede la redazione di un testo coordinato e aggiornato di tutte le Opcm emanate dal terremoto a oggi. La norma unica dovrà vedere la luce entro il 30 aprile 2012.
PER LE MACERIE ANCORA QUARANT’ANNI, SENZA UN PIANO DI GESTIONE. A ROMANO, 72MILA EURO
Un’inchiesta dell’Editoriale torna sulla problematica macerie, se pone l’accento sul fatto che a circa un anno dalla nomina del commissario Romano non si sappia ancora nulla del sito di Barisciano.
da l’Editoriale. Duecentomila tonnellate di macerie rimosse, sui 4milioni totali, non è zero, ma è un cinque per cento, ha fatto notare il ministro Barca, rettificando il dato che Rizzo e Stella hanno riportato sul Corriere della sera, cioé per toglierle ci vorranno almeno 40anni.
Stime precise non esistono, il soggetto attuatore Romano punta a trasportare 2mila tonnellate al giorno, 40mila al mese, ma è un obiettivo arduo, visto che ad oggi quelle quantità le trasportano in tre mesi.
Romano, gran capo dei Vigili del fuoco siciliani, percepisce 72mila euro l’anno per risolvere il problema e comunque per fare un piano di gestione, ma ad un anno dalla nomina il piano non c’è, c’è solo l’ex Teges, in cui trasferire i materiali ancora per un anno, a meno di ulteriori proroghe. Altri siti non sono stati selezionati, non si sa nulla di quello di Barisciano scelto per lo stoccaggio da mesi, non ci sono novità, lo stesso commissario Chiodi relazionando sulla ricostruzione in Parlamento, non ha fornito altri dati. Si viaggia ancora, nell’ordine delle previsioni.
Intanto nelle acque sotterranee dell’area ex Teges sono state trovate sostanze inquinanti, bisognerà stabilire se provengono da una discarica abusiva nei dintorni, per questo l’Arta, dovrà ripetere le analisi nelle falde, mentre la Sogesid, la società partecipata del Ministero dell’Ambiente, dovrebbe accelerare la messa in sicurezza del sito, oltre che l’ampliamento. E’ stato tutto deciso in una riunione dello scorso gennaio. Ma come mai la Sogesid ha avuto l’incarico della messa in sicurezza nel 2010, per almeno 4milioni di euro? Le sostanze nocive non sono state rilevate da poche settimane?
Per Gianfranco Mascazzini, l’ex direttore generale del ministero dell’Ambiente in pensione, scattarono un anno fa i domiciliari, per la gestione dell’emergenza rifiuti in Campania, il manager si è occupato anche di bonifiche di siti inquinati e della loro messa in sicurezza, riferendone poi in Parlamento per conto del ministero. “Mascazzini” rilevò nell’ordinanza il gip “è consulente della Sogesid, società in house del Ministero dell’Ambiente cosicché anche l’attuale ruolo rivestito, lo pone direttamente a contatto con le tematiche ambientali e di salute pubblica” ed è per questo, che nonostante il superamento dei settant’anni, furono scelte comunque, le misure restrittive. La gestione delle macerie ha finora puntato solo a potenziare mezzi e risorse, senza risultati, e a investire in progetti affatto chiari, il cui ingaggio è ancora una volta per una società ministeriale. A fine gennaio il Conapo, sindacato autonomo dei Vigili del fuoco, ha annunciato l’arrivo di altri mezzi a movimento terra ed automezzi, per un impegno di 3milioni di euro, per incrementare la rimozione delle macerie, ma ancora non riescono a sapere che fine abbiano fatto i mezzi donati dalla Fiat nel 2009, per un valore di 860mila euro circa “mezzi - denunciano - mai arrivati in città”, e nessuno ha dato loro una risposta.
Chiodi aspetta che Romano organizzi modalità e costi, nel frattempo ha ottenuto la permanenza di 97 militari, l’Asm dal canto suo, ha assunto prima 14 addetti, per arrivare ad 82 dipendenti più cinque amministrativi, solo per le macerie. Dipendenti selezionati dalla Gi Group, agenzia interinale, che potrebbe aggiudicarsi anche la selezione di almeno altri 120 addetti, visto che la crescita della gestione è esponenziale, e si prevede di arrivare a venti linee di trasporto. La società partecipata dal Comune dell’Aquila ha avuto la sua fetta di gestione, ma a fronte di tutti i milioni spesi per assunzioni e mezzi, non riusciamo a superare la previsione dei 40 anni, solo per rimuovere le macerie e trasportarle, senza peraltro sapere ancora dove.
Alessandra Cococcetta



